Mare, natura, enogastronomia, ma anche tanta storia e arte. Terra antichissima, l’attuale conformazione geo-morfologica viene fatta risalire dagli esperti a 500.000 anni fa, il Cilento è un autentico scrigno di tesori! Nel Cilento il passaggio della Grande Storia ha lasciato tracce indelebili: universalmente conosciuta come la “Terra del Mito”, in epoche remote essa ha ospitato importanti insediamenti greci, lucani, romani. Oggi all’interno di questo sterminato comprensorio sopravvivono, restituite al loro originario splendore da un’attenta politica di salvaguardia dei Beni Culturali e aperte alla libera fruizione di studiosi, viaggiatori e appassionati, due grandi testimonianze dell’antichità: le aree archeologiche di Paestum e Velia, fari di quella civiltà classica che proprio qui ha conosciuto momenti di significativo sviluppo. CilentoTrips offre visite guidate e tour verso diverse tappe in Cilento e partendo dal Cilento, di seguito riportate alcune di esse:
Situato nel centro storico. Un tempo fortezza e presidio militare ma anche residenza nobiliare, oggi il Castello è un luogo affascinante da visitare per la sua storia ed è anche lo scenario di eventi culturali e di spettacoli teatrali all’aperto. a prima costruzione del Castello risale ai bizantini, intorno al VI secolo, che fecero di Agropoli una loro roccaforte e un attracco per la flotta. Nel corso del X e XI secolo i Normanni rinnovarono la struttura e iniziarono la costruzione delle mura, rimaste inalterate e di cui si può ammirare ancor’oggi lo stile normanno-svevo. Il Castello di Agropoli è un luogo tanto suggestivo e poetico da essere fonte di ispirazione per scrittori, come la francese Marguerite Yourcenar nel suo romanzo “Anna, soror” e lo stesso Giuseppe Ungaretti, che visitò il Cilento nel 1932 e rimase colpito dalla bellezza di Agropoli e del suo borgo, come si legge nella sezione “Mezzogiorno” del volume “Il deserto e dopo”. Menzione importante, inoltre, a Castellabate, comune diventato famoso anche grazie al film di grande successo “Benvenuti al Sud”, che prende il nome, appunto, dal suo castello “il Castello dell’Abate” o Castrum Abbatis. L’imponente edificio fu fatto edificare da san Costabile Gentilcore che, nel 1123, è divenuto patrono della famosa cittadina e celebrato tutti gli anni il 17 febbraio. Una fortezza eretta a difesa del territorio e della popolazione dagli attacchi dei Saraceni, all’interno della quale scorreva la vita del borgo.Infine, imperdibile è l’eccezionale panorama che si può ammirare dal Belvedere San Costabile; qui, Gioacchino Murat, cognato di Napoleone e re di Napoli, affacciandovisi pronunciò la celebre frase “qui non si muore”, riferendosi all’aria pura e al panorama che riempie di bellezza gli occhi di ogni visitatore.
Rappresentano tra le più antiche testimonianze della Magna Grecia in Italia. A Elea, dove oggi troviamo gli Scavi di Velia, situata nel comune di Ascea, è nata la scuola eleatica. Qui, infatti, sono nati e hanno vissuto, Parmenide e il suo discepolo Zenone noto per il paradosso di Achille e la Tartaruga. Velia è famosa anche perché qui è stato rinvenuto il primo arco a tutto sesto costruito in Italia, la rinomata Porta Rosa. Più conosciuto, invece, il Parco Archeologico di Paestum, grazie ai suoi Templi, tra i meglio conservati dell’antica Grecia. Dal 2020, gli Scavi di Velia, insieme agli Scavi di Paestum sono confluiti nel Parco Archeologico di Paestum e Velia. Per visitarli è necessario acquistare il biglietto unico che da la possibilità di visitare entrambi i parchi Archeologici. Visitare il Parco Archeologico di Velia come quello di Paestum si impiega un paio d’ore, e ne vale assolutamente la pena.
La Certosa di San Lorenzo è il più vasto complesso monastico dell’Italia Meridionale nonché uno dei più interessanti in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di tesori artistici. Dal 1998 la Certosa è stata inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Fu costruita per volere di Tommaso II Sanseverino, per questioni soprattutto politiche, infatti con essa Tommaso voleva assicurarsi un posto nelle grazie degli Angioini del Regno di Napoli: i certosini erano un ordine religioso francese la cui fondazione risale al 1084 per cui la creazione di una certosa in Campania non poteva che essere cosa graditissima al sovrano Angioino. La dedica della certosa di Padula a San Lorenzo è dovuta alla preesistente chiesa dedicata al santo che vi nell’area. La struttura architettonica della certosa di Padula richiama la graticola sulla quale san Lorenzo fu bruciato vivo. Secondo la regola certosina che predica il lavoro e la contemplazione, all’interno del complesso della certosa ci sono vari luoghi deputati a questi doveri: il chiostro, la biblioteca, la Cappella, la grande cucina, le grandi cantine, le lavanderie ed i campi limitrofi per la coltivazione. La certosa di Padula ha uno stile architettonico quasi prevalentemente barocco, sono poche le tracce dell’epoca trecentesca. La certosa ha circa 350 stanze e, compresi i giardini, occupa una superficie di 51.500 m² di cui 15.000 impegnati solo dal chiostro grande, il più grande del mondo. L’ingresso alla certosa è posto sul lato orientale da cui, tramite un ampio portale si accede a un ampio cortile rettangolare chiuso a braccia da due corpi. Nel cortile si affacciavano i siti di produzione del complesso, come le speziere, le scuderie, le stalle, le lavanderie, i granai, la farmacia e le officine. Lungo la parete destra del cortile vi è una fontana di ignoto autore del Seicento, mentre ai della scala di accesso, ci sono gli accessi ai giardini che circondano la struttura.
Pompei, con i suoi 66 ettari di cui circa 50 scavati (comprese le aree suburbane), è un insieme unico di edifici civili e privati, monumenti, sculture, pitture e mosaici di tale rilevanza per la storia dell’archeologia e per l’antichità da essere riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’ UNESCO. La cenere ed i lapilli che seppellirono la città in seguito all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., narrata nelle due famose epistole di Plinio il Giovane ma ricordata anche dagli storici dell’epoca, ne hanno infatti consentito un’eccezionale conservazione permettendo di avere un’immagine vivida dell’organizzazione delle città romane, come della vita quotidiana dei suoi abitanti. A partire dalla seconda metà del XX, al fine di garantire un adeguato stato di conservazione nella già vasta area della città messa in luce, invece di proseguire nell’esplorazione estensiva, specie dopo i danni causati dal terremoto nel 1980, si è preferito eseguire sistematici interventi conservativi e mirate campagne di scavo con il contestuale restauro, ad esempio nell’Insula occidentalis, nelle Terme suburburbane fuori Porta Marina, nella casa di Giulio Polibio nella regio IX, negli isolati delle regiones I e II prospicienti la Via di Nocera e la Via dell’Abbondanza, nonché da ultimo nella casa dei Casti Amanti.
Su richiesta, è possibile includere tour guidati e giornate dedicate alla splendida città di Napoli, includendo:
E’ possibile, volendo, accorpare più di un luogo d’interesse in un’unica giornata, tempistiche permettendo. Vi aspettiamo!









































